Roma, 3 settembre 2026 – Non c’è luce in fondo all’anno degli eventi meteo estremi. Proprio in questi giorni tre cicloni tropicali stanno interessando in contemporanea l’Oceano Pacifico: Karina, Lowell e Marie. Un evento tanto insolito quanto affascinante, frutto di una serie di fattori ambientali concomitanti: la presenza di un’ampia porzione oceanica caratterizzata da acque particolarmente calde, un’abbondante umidità presente nei bassi strati dell’atmosfera e un contenuto wind shear (ovvero una ridotta variazione della velocità e della direzione del vento alle diverse quote). A contribuire è anche El Niño, l'ormai ben noto schema climatico naturale responsabile del riscaldamento delle acque del Pacifico tropicale.

Le due facce di El Niño tra Pacifico e Atlantico

Come spiegato da 3BMeteo, l'influenza de El Niño tende a stimolare una forte attività tropicale nelle porzioni orientale e centrale di questo oceano, incrementando i moti convettivi e creando l'ambiente ideale per la genesi e l'intensificazione delle tempeste. Al contrario, sul bacino Atlantico si registra una situazione di marcata calma: in quell'area, El Niño tende ad aumentare il wind shear verticale, disallineando le strutture temporalesche rispetto alla circolazione al suolo e rendendo estremamente complessa la formazione o l'ulteriore sviluppo di uragani.