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Bellini e I puritani: epilogo per il musicista catanese dal percorso terreno troppo breve e fulcro della sesta edizione del Bellini International Context con oltre trenta appuntamenti dal 15 settembre al 4 ottobre. L’opera che a Parigi nel 1835 sigla l’itinerario operistico del musicista catanese, con Fabrizio Maria Carminati sul podio, la regia di Renato Bonajuto e il nuovo allestimento (Arcangelo Mazza, scene e video), Giovanna Giorgianni, costumi) andrà in scena a Catania il 23 settembre alle 20,30 al Teatro Metropolitan (il Massimo Bellini è chiuso per i lavori di adeguamento) con repliche fino all’1 ottobre e con Jessica Pratt nel ruolo di Elvira e Dmitry Korchak in quello di Arturo, Irina Lungu e Valerio Borgioni nel secondo cast.Il Bellini International Context è stato presentato ieri mattina alla stampa a Palazzo d’Orleans. «Investire in manifestazioni come questo festival – ha scritto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – significa credere nella cultura come strumento di identità, crescita e attrattività della Sicilia a livello nazionale e internazionale». Sei edizioni, oltre trenta appuntamenti, nove istituzioni coinvolte tra Catania, Palermo, Messina e Agrigento. L’evento è direttamente promosso dalla Regione Siciliana tramite l’assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo e sottolinea la sinergia l’assessora Elvira Amato: «Un lavoro di squadra e la crescita di partecipazione a questo evento in cui è importante la comunicazione». Ma perché Bellini? «Bellini è il faro – ha focalizzato la perennità della sua musica il sovrintendente del Teatro catanese Giovanni Cultrera di Montesano – nell’odierna condizione di un mondo così tempestoso. Egli può diffondere con la sua musica che travalica ogni limite temporale soprattutto i valori di amore e di pace».









