“Non sempre è domenica, non sempre riesce tutto bene”. Myriam Sylla lo ha detto quasi sorridendo, dopo una partita che di sereno e tranquillo ha avuto ben poco. L’Italia ha battuto la Svezia nei quarti di finale dell’Europeo femminile di volley, ma per 111 minuti ha dovuto fare i conti con una squadra capace di portarla fuori dalla propria comfort zone. “Oggi è stato difficile adattarsi ai cambiamenti e alle cose che stavano facendo loro”, ha ammesso la schiacciatrice del Galatasaray. Ed è forse proprio da qui che bisogna partire per raccontare una vittoria che, oltre alle consuete certezze dell’Italia di Julio Velasco, ha mostrato anche qualche piccola crepa. Per una volta, insomma, vale la pena guardare dall’altra parte della rete. Perché la Svezia ha capito qualcosa che il resto del torneo aveva soltanto sfiorato. Lo scorso 23 agosto, le padrone di casa avevano affrontato le Azzurre con un piano tattico completamente diverso, insistendo meno su Isabelle Haak e finendo travolte 3-0 in appena 72 minuti. Ieri, invece, hanno scelto di affidarsi senza esitazioni alla loro fuoriclasse.

E l’opposto di Conegliano ha risposto presente: 42 punti, 49% in attacco, dopo una prima parte di Europeo da 34 punti di media a partita. Il dato più impressionante racconta da solo la strategia svedese: 78 palloni alzati a Haak sui 144 attacchi complessivi della squadra. Più della metà, il 54,2%. Una valanga di palloni sulla stessa giocatrice. Eppure, per quasi due set, l’Italia ha faticato a trovare la soluzione. L’idea iniziale sembrava quella di provare a fermare Haak soprattutto a muro. Il problema è che contro un opposto di quella potenza e con quella capacità di trovare soluzioni anche da situazioni complicate, forse sarebbe servito soprattutto difendere. Le Azzurre lo hanno capito quando il pericolo dello 0-2 cominciava a diventare concreto. La contromossa è arrivata appena in tempo, evitando di infilarsi in una rimonta che avrebbe potuto complicare enormemente il cammino verso Istanbul. Non è un dettaglio secondario: contro avversarie ancora più attrezzate, aspettare due set prima di trovare la chiave potrebbe non essere sufficiente.