L'intervista al presidente di Nomisma Energia sull'escalation dei prezzi dei carburanti alla pompa
Un autunno 'caldo'. E non solo per le temperature che non accennano a calare. Ma per via del possibile aumento dei prezzi dei carburanti alla pompa, che potrebbero toccare i 2,5 a litro, ma anche del gas, con bollette più salate per imprese e famiglie. E' quello che prospetta, con una situazione di tensione internazionale per la guerra Iran-Usa che non accenna ad arrestarsi, l'economista Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, intervistato da Adnkronos.
Presidente Tabarelli, lei ha pronosticato che per via delle tensioni internazionali i prezzi dei carburanti potranno arrivare a toccare cifre tra i 2,5 e i 3 euro al litro. Stiamo andando in quella direzione con gli ultimi aumenti?
"I prezzi dei carburanti stanno salendo ancora. Siamo molto lontani dai picchi del 2022, ma andiamo in quella direzione. La cosa che preoccupa è che non c'è qualcosa che faccia pensare diversamente, perché stanno salendo i prezzi del petrolio, del gasolio, manca capacità di raffinazione. Il petrolio in questo momento è a 97. Ma mi preoccupa molto più il gas del petrolio, perché gli automobilisti possono rallentare, mentre l'aumento del costo del gas è una tendenza un po' più pericolosa e preoccupante".







