Ventisette giorni in mare, 127 persone a bordo di un'imbarcazione di cui 83 hanno perso la vita. I loro corpi, perlopiù, dispersi nell’Oceano. Il naufragio di un gruppo di migranti partiti dal Gambia a inizio agosto è terminato questa mattina con il ritrovamento e il trasferimento dei superstiti, 44, nei due ospedali di Gran Canaria, la maggiore dell’arcipelago spagnolo al largo delle coste africane. Sull’Oceano. Dove il gruppo ha trascorso quasi un mese in balia delle pessime condizioni meteorologiche e marittime. Rimaste pessime anche durante le operazioni di soccorso operate dalla Salvamar Urania che hanno dovuto lasciare indietro, sull’imbarcazione, i corpi di cinque persone.Secondo quanto riporta Cadena Ser, tra le vittime c'era anche un neonato. L’allerta sarebbe scattata dalla Ong spagnola Caminando Fronteras: "Abbiamo allertato le autorità di ricerca e soccorso riguardo a un'imbarcazione partita dal Gambia il 7 agosto con 127 persone a bordo, tra cui quattro donne e un neonato", afferma Helena Maleno, la portavoce. “Che le loro anime riposino in pace", ha scritto sui social.Secondo il Servizio di Soccorso Marittimo l'imbarcazione è stata localizzata da un suo aereo mercoledì pomeriggio a 120 chilometri da Gran Canaria. I soccorsi sono arrivati intorno a mezzanotte. I soccorritori sono stati costretti ad abbandonare i cinque corpi a bordo a causa del mare agitato. La Guardia Civil ha confermato all'Ong spagnola Caminando Fronteras che lo scafo dell'imbarcazione presentava segni corrispondenti a quelli di un'imbarcazione partita dal Gambia il 7 agosto con 128 persone a bordo, tra cui quattro donne e un neonato.