Prezzi dei carburanti ancora in rialzo. In base agli ultimi dati rilevati dall'Osservatorio del Mimit - rende noto il ministero delle Imprese e del Made in Italy - in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,039 euro al litro per la benzina (ieri 2,027 euro) e 2,147 euro al litro per il gasolio (ieri 2,131 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,124 euro al litro per la benzina (ieri 2,110 euro) e 2,221 euro al litro per il gasolio (ieri 2,206 euro).
E adesso si profila una possibile nuova mini proroga di alcuni giorni del taglio delle accise sul diesel, lo sconto attualmente in vigore da 17 centesimi al litro scade sabato 5 settembre. Lo riferiscono fonti qualificate. I ministeri coinvolti, a quanto filtra, da giorni sono al lavoro per mettere a punti le nuove misure selettive di durata più lunga sul taglio del prezzo dei carburanti. Il governo intende mettere in campo, dopo quasi 6 mesi di taglio delle accise generalizzato, un provvedimento per sostenere soprattutto i redditi più bassi e alcune categorie professionali. Un lavoro che dovrà poi trovare un momento di discussione e sintesi nel corso del prossimo Cdm, che potrebbe tenersi all'inizio della prossima settimana. Finora il taglio delle accise su benzina e gasolio, con diverse modulazioni, ha richiesto un impegno economico di circa 2,6 miliardi. La scorsa settimana Palazzo Chigi ha fissato l'obiettivo nella stesura di una misura maggiormente concentrata sulle fasce di reddito che hanno più bisogno del sostegno economico, rendendo "l'intervento più efficace e selettivo". La Lega chiede che le nuove misure vadano a vantaggio non solo dei lavoratori dipendenti ma anche di una serie di categorie professionali - dall'autotrasporto alle partite Iva - e domanda una progressiva revisione del meccanismo di erogazione basato solo sull'Isee. Il confronto tra i dicasteri è aperto, tra le ipotesi che sarebbero state analizzate ci sono i buoni carburante erogati dal datore di lavoro, che poi potrebbe chiedere un rimborso tramite credito di imposta, l'utilizzo dei fringe benefits. Intanto, con il conflitto tra Usa e Iran che va avanti oramai da oltre 6 mesi, non si arresta la corsa dei carburanti alla pompa. Oggi la rilevazione quotidiana dell'Osservatorio del Mimit segnala il prezzo medio in modalita' self service lungo la rete stradale nazionale a 2,039 euro al litro per la benzina e 2,147 per il gasolio. «In appena due giorni nella rete stradale un pieno da 50 litri costa 85 cent in più, sia per la benzina che per il gasolio. In autostrada il gasolio si paga 85 cent in più mentre la benzina addirittura un euro in più»: lo sostiene il presidente dell'Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. «Se il governo Meloni non rinnovasse lo sconto, il 6 settembre il gasolio arriverebbe a 2,392 in autostrada, a un pelo dai 2,4 euro, e 2,318 nelle strade normali». Il Codacons parla di «una situazione di emergenza su cui pesa la fine dello sconto sulle accise prevista per il prossimo 5 settembre. Anche qui si ricorda che «tra soli due giorni lo sconto fiscale sul gasolio terminerà, e il governo non sembra intenzionato a prorogare la misura. Questo significa che in assenza di nuove proroghe a partire dal prossimo weekend il gasolio al self raggiungerà il prezzo medio di 2,4 euro al litro in autostrada, mentre sulla rete ordinaria i listini saliranno sopra i 2,3 euro/litro». «Indipendentemente dall'andamento futuro dei listini alla pompa, l'addio allo sconto fiscale da 17 centesimi di uro costerà agli italiani 8,5 euro in più su ogni pieno di diesel, una stangata che in questo momento il governo deve assolutamente evitare abbandonando l'idea di misure legate a redditi o attività lavorativa – avverte il Codacons –. Prevedere sconti solo per chi ha Isee bassi o utilizza l'auto per lavoro non risolverà la situazione ma anzi potrebbe peggiorare il quadro economico generale, considerato che il caro-carburanti colpisce in modo trasversale tutti i consumatori e impoverisce milioni di famiglie che rientrano nel ceto medio, indipendentemente dalle soglie Isee o dall'attività lavorativa svolta».








