Palermo ricorda il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, il “prefetto dei cento giorni”, inviato nel capoluogo siciliano per combattere la mafia dopo gli importanti risultati nella lotta al terrorismo. La sera del 3 settembre 1982, in via Isidoro Carini, un commando di fuoco lo ha ucciso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro, 32 anni, infermiera volontaria della Croce Rossa Italiana, alla guida di una A112, e all’agente di scorta 32enne Domenico Russo.

“Carlo Alberto Dalla Chiesa si dedicò, con lucidità e tenacia, nel corso della sua lunga carriera, alla difesa dei principi di giustizia e legalità, a tutela dei cittadini, operando instancabilmente per contrastare il violento attacco alle istituzioni democratiche condotto dalle formazioni terroristiche e dalla criminalità organizzata, pagando con il sacrificio della vita la sua coraggiosa battaglia” ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Il suo prezioso lascito – ha continuato – e l’esempio di tante donne e uomini delle istituzioni che non hanno ceduto a sopraffazioni, complicità, connivenze con gli interessi criminali, affermano i valori costituzionali di libertà e democrazia. La lotta contro le mafie – impegno della Repubblica – è compito che non consente sosta ed è condizione fondamentale di libertà e sviluppo. Ogni cittadino, nell’esercizio della sua libertà, nella vita quotidiana e negli ambienti di lavoro, è chiamato a essere parte del rafforzamento della cultura della legalità, prima pietra della solidarietà e coesione sociale, per promuovere le prospettive di progresso dei territori. In questa giornata, il commosso pensiero della Repubblica va alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo, con sentimenti di vicinanza dell’intera Italia”, ha concluso Mattarella.