Sarà domani il giorno della verità per il Veneto, quando il Consiglio regionale prenderà una decisione sulla legge di iniziativa popolare sul fine vita. Dopo un'intera giornata di discussione, la seduta è stata sospesa poco dopo le 19 e la votazione slitta quindi a mercoledì, quando i 51 consiglieri si riuniranno nuovamente e riprenderanno con gli interventi e l'esame degli emendamenti. Se la proposta dovesse passare, il Veneto potrebbe essere la quarta regione italiana e la prima con un'amministrazione di centrodestra ad approvare il provvedimento.

La legge regionale sul fine vita in Veneto passa con un sì bipartisan, con il centrodestra che non ha avuto una linea comune sul testo. Mentre Lega e Fi hanno lasciato libertà di coscienza, Fratelli d'Italia ha espresso un "no" compatto. Così i 32 sì complessivi vengono dagli 11 voti della Lega - compresi Luca Zaia e Alberto Stefani - e i 4 della lista col nome del presidente della Giunta, più uno da Forza Italia, a cui si aggiungono dall'opposizione i 10 del Pd, 2 da Avs e uno ciascuno da M5S, civiche, riformisti, Liga veneta Repubblica e Misto. Oltre a quelli dei meloniani (9), 2 no sono venuti dalla lista autonomista "Resistere Veneto", da 2 leghisti e uno dal vannacciano ex leghista Valdegamberi. Una è stata l'astensione nel Carroccio, una dell'Udc, una della lista Stefani, due da Fi.