VENEZIA – Venice4Palestine torna a chiedere alla Biennale di issare la bandiera palestinese al Lido per tutta la restante durata della Mostra. Il nuovo appello del collettivo ha superato il migliaio di firme e replica alle dichiarazioni rilasciate dal direttore Alberto Barbera a Repubblica, secondo il quale la bandiera non può essere esposta perché la Palestina non è riconosciuta come Stato dall’Italia.

“Siamo rimasti estremamente delusi dalla mancanza di azioni concrete da parte della Biennale e della Mostra a sostegno del popolo palestinese”, spiega Fabio Massimo Lozzi, regista, componente del direttivo e portavoce di Venice4Palestine. “Soprattutto perché nella selezione compaiono due film che sul sito ufficiale della manifestazione hanno come Paese d’origine la Palestina”.

Greta Scarano, il bagno della madrina di Venezia con il ventaglio pro Pal

Barbera, nell’intervista a Repubblica, aveva distinto il riconoscimento del Paese di provenienza dei film da quello degli Stati le cui bandiere possono essere esposte dalla Biennale. E aveva rivendicato il ruolo della direzione artistica, le cui posizioni passano innanzitutto attraverso i film scelti e presentati dalla Mostra.

“La nostra richiesta è rivolta alla Biennale e alla Mostra”, precisa Lozzi. “Chiediamo uno scarto, il coraggio di andare oltre protocolli e regolamenti. Issare quella bandiera avrebbe un grandissimo impatto simbolico, ma anche concreto. Lo Stato italiano, inoltre, riconosce da tempo la presenza in Italia di un’ambasciatrice palestinese”.