HomeBolognaCronacaFira di Sdaz dedicata ai Comuni montaniAl centro dell’evento, che compie 353 anni, una riflessione sulla nuova classificazione degli enti locali: "Siamo la porta dell’Appennino"Visitatori seduti fra gli stand della Fira di Sdaz, che giunge quest’anno alla 353ª edizioneRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTre giorni di racconto del passato, festa dedicata al presente e riflessione sul futuro. La ‘Fira di Sdaz’ di Pontecchio Marconi non è ormai, da tempo, solo la ‘festa dei setacci’, ma un grande contenitore di ciò che l’Appennino e le valli del Reno e del Setta offrono e saranno ancora in grado di offrire. Da domani, apertura alle 18, fino a domenica l’edizione numero 353 si dividerà tra il Parco del Chiù a Pontecchio e il Borgo di Colle Ameno, e l’8 chiusura speciale, con un convegno per riflettere su un interrogativo.

"L’Appennino – chiede il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani – è ancora in montagna? È una provocazione ma ce lo chiediamo davvero, alla luce di questa legge nazionale che esclude i Comuni dallo status di montani. Ci rifletteremo insieme". Tre giorni di festa continua, dunque, per immergersi tra i suoni, i colori e i sapori della cultura contadina. "Questo evento – prosegue il primo cittadino – ha ormai valenza regionale. E soprattutto non sarà un solo evento, ma una riflessione su agricoltura, cibo, tradizioni contadine. Inoltre, aprirà venerdì a Villa Davia il Museo della Fiaba e del Racconto, che è collegato perché attraverso messe in scena sogneremo un mondo migliore. E poi presenteremo, il 7 settembre, l’Assemblea del Cibo, una nostra iniziativa che mette in rete tutta la filiera agroalimentare".