Vizzolo, da cava a scrigno della biodiversità. Via alle visite nei weekend del meseRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciDa cava di ghiaia per alimentare i cantieri della Tangenziale esterna a scrigno della biodiversità tra volpi, cigni e cormorani. Esempio concreto del principio filosofico di Antoine de Lavoisier per cui in natura "nulla si distrugge, ma tutto si trasforma", l’oasi “Renata Fonte” di Vizzolo Predabissi, con un laghetto circondato da zone verdi, aprirà le porte al pubblico tutti i sabati e le domeniche di settembre, dalle 15 alle 18. Appuntamento coi volontari delle associazioni che aiutano il Comune a gestire questo prezioso spicchio di territorio, per andare alla scoperta dei colori e delle suggestioni della natura.
Le iniziative sono a ingresso libero, agli interessati si consigliano scarpe comode e un binocolo. "In maniera discreta e rispettosa, come si conviene a un ambiente del genere - fa sapere Alessandro Oliva, tra i volontari dell’oasi - ai visitatori verrà data la possibilità di curiosare e ammirare le bellezze del posto. Un luogo che, per altro, nel periodo estivo è stato impreziosito dalle cove di alcuni uccelli, ad esempio il nido galleggiante di una coppia di svassi maggiori". Venticinque ettari punteggiati da piante tipiche della macchia padana e svariati tipi di animali, compresi quelli di terra (talvolta vi è stata avvistata anche la volpe). È questa l’oasi di Vizzolo, alla periferia del paese.








