La delegazione ha prospettato alla Santa Sede l’avvio di una forma di patrocinio, attraverso una possibile convenzione canonica, per affidare in maniera strutturata alle Chiese locali le opere realizzate negli anni nei diversi PaesiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciUn’ora di confronto, una storia ascoltata con attenzione e uno sguardo comune rivolto al futuro. È questo il senso dell’incontro in Vaticano tra una delegazione del Movimento Shalom e il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede. Un colloquio intenso e cordiale, nel quale il cardinale ha ascoltato la storia, le esperienze e le prospettive dell’associazione, manifestando una significativa sintonia con i valori dell’enciclica Fratelli tutti.

Al centro del dialogo – viene spiegato – è stato anche il cosiddetto “metodo Shalom“, fondato sull’accoglienza, sull’ascolto e sul dialogo, indicato come una strada concreta per costruire relazioni e comunità più fraterne. Uno dei temi principali ha riguardato il futuro delle opere di solidarietà realizzate dal Movimento Shalom, soprattutto in Africa. La delegazione ha prospettato alla Santa Sede l’avvio di una forma di patrocinio, attraverso una possibile convenzione canonica, per affidare in maniera strutturata alle Chiese locali le opere realizzate negli anni nei diversi Paesi.