"La Bandiera Blu non è soltanto un vessillo, ma la certificazione di un percorso che mette insieme qualità delle acque, tutela ambientale, servizi, sicurezza, accessibilità ed educazione alla sostenibilità e, soprattutto, un impegno verso il futuro di una comunità". Con queste parole il sindaco di Campofilone Riccardo Verdecchia ha aperto la cerimonia regionale dedicata alle Bandiere Blu 2026, ospitata ieri nell’area anfiteatro sul lungomare di Ponte Nina, a Campofilone, ultimo Comune marchigiano in ordine cronologico, a conquistare il prestigioso riconoscimento.
Una festa dedicata al mare, alla sostenibilità e alla capacità della costa marchigiana di attrarre visitatori attraverso qualità dell’accoglienza, bellezza del territorio ed eccellenze locali. Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, nel suo intervento ha sottolineato il valore del riconoscimento: "La qualità dell’offerta dei nostri servizi e delle nostre acque rappresenta un fiore all’occhiello. È un risultato straordinario che sprona a continuare a lavorare insieme su questa strada".
Acquaroli ha evidenziato come la crescita delle Bandiere Blu sia il frutto di un cambio di mentalità e una maturità culturale legata ad una visione capace di rendere le Marche sempre più attrattive. Non più soltanto turismo balneare, ha osservato il presidente, ma un’offerta fatta di borghi, enogastronomia, cultura, curiosità ed esperienze, che si traduce in ‘identità’. "Le Marche – ha detto – hanno sicuramente tanto da raccontare anche da questo punto di vista".






