Il 63enne era andato a pescare in zona Cienfuegos. Trovati il suo scooter, lo zaino e il cellulare. La canna da pesca si trovava invece in acqua
«Per Di Battista si sono mossi subito, per mio padre invece non rispondono nemmeno al telefono». Queste le parole nette, dette a Repubblica, di Mary, figlia di Maurizio Cappato, 63enne, ex agente della polizia stradale originario di Borsea, in provincia di Rovigo e scomparso a Cuba. L’uomo, che vive sull’isola da otto anni, non è più raggiungibile dopo che era uscito per andare a pescare nella zona di Cienfuegos. La famiglia dell’ex agente denuncia la latitanza della rappresentanza diplomatica italiana. Un trattamento differente rispetto a quello fornito all’ex deputato M5S, colto da un malore a Cuba. Latitanza che, stando alla nota della Farnesina arrivata in serata, dovrebbe esser finita.
Cappato e l’ultimo post su Fb: «Godetevi la vita che l’ultimo viaggio si fa senza valigia»
«Oggi nessuna novità — racconta alla giornalista Federica Angeli Mary Cappato, docente nel Rodigino — ieri non hanno nemmeno risposto al telefono. Però ho visto che l’ambasciatrice è andata da Di Battista: probabilmente la priorità è lui». A rendere ancora più cupa la vicenda è l’ultima attività online dell’ex poliziotto. Lo scorso 10 agosto, Cappato aveva condiviso su Facebook un filmato accompagnato da una frase che, riletta oggi, risuona drammatica: «Mangiatevi i soldi, godetevi la vita che l’ultimo viaggio si fa senza valigia». A corredo, la didascalia: «Vivete la vita ogni giorno, del domani non v’è certezza… e magari proprio domani vi svegliate sotto un cipresso».












