Il prossimo 4 settembre, dopo quasi due mesi senza gare, il Mondiale Endurance riaccende i motori. Si riparte da Austin, in Texas: al Circuit of the Americas la Lone Star Le Mans ci dirà quanto la lunga pausa estiva abbia conservato - o modificato - gli equilibri visti l’ultima volta in Brasile. E di cose da verificare ce ne sono parecchie.

Dopo aver strappato a Ferrari la vittoria di Imola, giocando soprattutto sulla strategia e sulla gestione delle gomme, e spodestando la 499P dal gradino più alto del podio a Le Mans, la Casa nipponica era arrivata a Interlagos con 36 punti di vantaggio sulla BMW. È uscita dal Brasile senza punti per i Costruttori e oggi conserva appena cinque lunghezze di distacco: 132 contro 127.

A inizio stagione pochi avrebbero scommesso sulla BMW, che invece ha vinto due delle prime quattro gare, a Spa con la numero 20 e a San Paolo con la 15, ed è ormai qualcosa di più di un fuoco di paglia. E poi c’è Ferrari: la 499P campione del mondo è ancora all’asciutto di vittorie. Un dato insolito, pensando a ciò che ha costruito nelle ultime stagioni, ma il secondo posto della numero 51 in Brasile ha riaperto almeno in parte il discorso. Pier Guidi, Giovinazzi e Calado hanno 57 punti e sono a -18 dalla vetta della classifica piloti. In quella dei Costruttori il ritardo è maggiore: Ferrari è terza con 88 punti, 44 meno di Toyota e 39 meno di BMW. Ad Austin si capirà se la rimonta può diventare qualcosa di più di un’ipotesi.