I dati inflazione USA di giugno hanno acceso una speranza cauta dentro la Federal Reserve, ma un altro membro del board avverte che potrebbe non bastare a evitare un nuovo rialzo dei tassi. L’indice dei prezzi al consumo è sceso al 3,5% su base annua, in calo dal 4,2% di maggio, un dato che Austan Goolsbee, presidente della Federal Reserve Bank of Chicago, ha definito “sorprendentemente benigno” e “incoraggiante”. Ma proprio mentre Goolsbee invitava alla prudenza, il governatore della Fed Michael Barr ha messo in chiaro che sostenerà un rialzo dei tassi se l’inflazione non mostrerà segnali convincenti di rientro verso l’obiettivo del 2%.

Summary

Punti chiaveIl calo del CPI di giugno riapre lo spiraglio della disinflazioneGoolsbee vede segnali incoraggianti ma frena sull’euforiaTariffe, energia e investimenti in AI: le variabili che complicano il quadroBarr avverte: pronto a sostenere un rialzo se l’inflazione non rientraCosa significa per mercati e aspettative sui tassiFAQPerché i dati sull’inflazione di giugno sono considerati incoraggianti dai funzionari della Fed?Quali cautele ha espresso Austan Goolsbee sulla tendenza dell’inflazione?Quali sono i principali fattori che mantengono l’inflazione elevata nonostante i recenti cali?Come hanno reagito i mercati ai dati sull’inflazione di giugno?