Un tassello potenzialmente decisivo si aggiunge alle indagini sulla morte di Noemi, la donna di 33 anni trovata impiccata lo scorso 23 agosto a Riposto, in un'abitazione di via Circumvallazione. Durante i sopralluoghi sulla scena del crimine è stato rinvenuto un telefonino con una cover azzurra, ritenuto dagli inquirenti di primaria importanza investigativa.

Il dispositivo non era stato prelevato in precedenza per precise ragioni tecnico-scientifiche e ora verrà trasferito in laboratorio per essere sottoposto ad accertamenti approfonditi.

Il ritrovamento del cellulare rappresenta il primo risultato concreto delle attività condotte dal Ris di Messina, coordinate sul posto dal comandante della sezione biologica, il colonnello Carlo Romano, insieme al fotografo del reparto. Questa prima fase, denominata “tempo zero”, è servita a documentare fotograficamente l’intera area ed eseguire mappature dello stato dei luoghi e rilievi tridimensionali.

Il cronoprogramma degli accertamenti irripetibili prevede una precisa successione scientifica, la fase fotografica e mappatura 3D (completata nella prima mattinata); gli esami chimici, che beneficeranno del supporto del Reparto Analisi Criminologiche – Sezione Psicologia Investigativa del RaCIS di Roma. E infine la fase dattiloscopica, programmata per il pomeriggio, finalizzata alla ricerca di impronte digitali.