Polizia, questuraRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciArezzo, 2 settembre 2026 – Dopo il recente arresto di un soggetto ritenuto coinvolto in una serie di truffe commesse con analoghe modalità, la Polizia di Stato di Arezzo ha intensificato i servizi di prevenzione e repressione, prestando particolare attenzione alle segnalazioni provenienti dalla Sala Operativa della Questura relative a tentativi di raggiro ai danni di persone anziane. E’ proprio una di queste segnalazioni a consentire, nella giornata di ieri, un tempestivo intervento e l'arresto in flagranza da parte della Squadra mobile di un giovane ritenuto responsabile di una truffa appena consumata ai danni di una donna residente nella zona di Palazzo del Pero.

La vicenda ha avuto inizio quando una donna ha contattato la Sala Operativa della Questura segnalando che la propria sorella gemella, anziana, era al telefono con un uomo che si spacciava per appartenente all'Arma dei Carabinieri. Il sedicente carabiniere, utilizzando il consueto copione, aveva raccontato alla donna che era stata commessa una rapina e che era necessario verificare se il denaro e i gioielli custoditi presso la sua abitazione fossero riconducibili alla refurtiva. Con la scusa di effettuare tali verifiche, l'anziana veniva quindi invitata a consegnare tutti i preziosi e il denaro a un altro "carabiniere" che sarebbe arrivato di li a poco presso la sua abitazione . Ricevuta la segnalazione, gli investigatori della Squadra Mobile predisponevano immediatamente un dispositivo nelle vicinanze dell'abitazione, con l'obiettivo di individuare e bloccare il soggetto incaricato del ritiro della refurtiva. Dopo pochi minuti, un giovane, successivamente identificato in un cittadino straniero di 18 anni, raggiungeva effettivamente l'abitazione e si presentava alla vittima qualificandosi come appartenente all'Arma dei Carabinieri, chiedendole di consegnargli il denaro e i gioielli presenti in casa. La donna, inizialmente, si rifiutava di consegnare i preziosi.