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Mercoledì in una partita del secondo turno degli US Open femminili, uno dei quattro prestigiosi tornei di tennis del Grande Slam, si sono affrontate Jasmine Paolini e Lucrezia Stefanini. Paolini è da tempo la miglior tennista italiana e tra le migliori al mondo, Stefanini è invece poco conosciuta e al momento 119esima nel ranking mondiale. Chi segue il tennis, però, associa subito Stefanini a una caratteristica particolare: colpisce la pallina tenendo la racchetta con due mani anche sul lato del dritto.
Il dritto – ovvero il colpo che si gioca colpendo la pallina col palmo della mano dominante rivolto in avanti – viene giocato quasi sempre a una mano da chi gioca a tennis ad alto livello (mentre è assai frequente impugnare la racchetta con due mani quando si colpisce di rovescio). Stefanini è una delle pochissime giocatrici in attività che giocano il dritto a due mani, ma andando indietro negli anni gli esempi non mancano: e sono significativi perché nel tennis si tende a emulare o a uniformarsi allo stile di gioco di chi vince.
L’esempio più noto è quello di Monica Seles, una fortissima giocatrice degli anni Novanta. Più di recente anche la cinese Peng Shuai e la francese Marion Bartoli colpivano di dritto tenendo due mani sulla racchetta: proprio copiando Bartoli Stefanini ha migliorato questo colpo. «Quando ero piccola mio padre mi faceva vedere molti video di Marion, mentre si allenava, per imparare e carpire alcuni aspetti del suo gioco», ha detto Stefanini.










