Cara, anzi carissima auto elettrica: per la transizione del Green Deal, la UE dovrà accettare costi più elevati nel breve periodo, in modo da ridurre la dipendenza dalla Cina in fatto di tecnologie per l’energia pulita. L'ha dichiarato a Euronews il Commissario europeo per l’Azione per il clima, l’olandese Wopke Hoekstra. Con un avvertimento: rinviare l’intervento renderebbe il Vecchio Continente ancora più vulnerabile sotto il profilo strategico, con oneri - alla lunga - ancora superiori.

Il problema nasce nel 2016, prosegue Hoekstra: l’Unione Europea avrebbe dovuto affrontare la sua subalternità energetica verso la Cina "5 o 10 anni fa. Risulterà molto più economico e vantaggioso farlo adesso, invece di essere indecisi e aspettare un altro decennio". L’UE si attivi rapidamente, dunque, esorta Hoekstra: occorre installare il prima possibile impianti solari ed eolici, puntando su batterie e altre "tecnologie pulite" per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, che passa anche per il blocco delle auto termiche nel 2035. Insomma, se ieri l’Unione era dipendente dalla Russia per l’energia a basso costo, ora lo è dal Dragone per altri motivi.

Il commissario chiosa infine sui rischi per la sicurezza legati al coinvolgimento cinese nelle infrastrutture critiche europee: "Nelle turbine eoliche vengono inseriti i kill switch", ossia dispositivi che consentirebbero la loro disattivazione a distanza. "Lo spionaggio avviene su larga scala in territorio europeo. Il furto di proprietà intellettuale nelle nostre aziende più avanzate si verifica ogni settimana: l’UE non può permetterlo", ha spiegato Hoekstra.