Il 3 settembre vengono consegnati i riconoscimenti annuali a cinque donne che si sono battute per i diritti, l'ambiente e l'informazione. Sul palco anche una premier caraibica, una fotoreporter di guerra e un'imprenditrice keniana

Una francese diventata famosa suo malgrado, un’attrice americana con sessant’anni di cinema alle spalle, una fotografa che ha passato la carriera dentro le guerre, la prima ministra di un’isola caraibica e una giovane keniana che si occupa di mense scolastiche. Giovedì 3 settembre queste cinque donne saliranno sullo stesso palco, a Venezia, per ritirare lo stesso premio: i Dvf Awards, i riconoscimenti che la stilista Diane von Furstenberg assegna ogni anno a donne che si sono battute per qualcosa di importante e che con quella battaglia hanno cambiato la vita di altre persone.

Dvf Awards, chi ci ha messo la faccia

I cinque nomi appartengono a Gisèle Pelicot, la donna che ha rinunciato all’anonimato durante il processo per le violenze subite per anni, mentre il marito la drogava, con la precisa volontà che la vergogna cambiasse padrone e passasse dalle vittime a chi le aggredisce. Da allora ha continuato a scrivere e a parlare in pubblico. Un’esposizione personale simile lega anche le due americane della cinquina: l’attrice Jane Fonda che negli ultimi tempi si è fatta arrestare più di una volta ai cortei per il clima e Lynsey Addario che le guerre le ha guardate attraverso un obiettivo, in Afghanistan, in Iraq, in Ucraina, ed è tornata a fotografare anche dopo essere stata rapita in Libia mentre lavorava.