Gli attacchi ibridi che si moltiplicano in Europa possono spingere a stringere i tempi sulle nuove sanzioni alla Russia. Lo ha detto l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nella conferenza stampa al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda. «Vedendo questi attacchi ibridi in tutta Europa – ha affermato – penso che possano dare una svegliata ai Paesi che forse non si sono dimostrati così determinati su questo fronte».Le nuove aggiunte alla lista nera

Il riferimento è al pacchetto di misure in preparazione contro Mosca. «Abbiamo iniziato con un numero limitato di nuove aggiunte – ha spiegato Kallas – ma gli Stati membri ne hanno proposte molte di più. Ovviamente bisogna verificare che tutto sia legalmente in regola e questo richiede tempo».Cosa sono gli attacchi ibridi

Con attacchi ibridi si indicano le azioni ostili che restano sotto la soglia del conflitto armato aperto e che puntano sulla difficoltà di attribuirne con certezza la responsabilità: sabotaggi di infrastrutture, incendi dolosi, attacchi informatici, disturbo dei segnali satellitari (il cosiddetto jamming del Gps), sorvoli non autorizzati di droni, campagne di disinformazione, reclutamento di manovalanza criminale locale. Secondo il Munich Security Report 2026, tra il 2022 e il 2025 nell’Unione europea e nella Nato si sarebbero verificati circa 150 episodi riconducibili, con diversi gradi di certezza, a una campagna ibrida russa.Il caso più recente è quello dell’aeroporto di Lipsia, dove il 7 agosto un drone carico di esplosivo è stato trovato nei pressi di un aereo ucraino: il 1° settembre il governo tedesco ha accusato formalmente la Russia e ha disposto la chiusura del consolato russo a Bonn. Mosca ha sempre negato ogni coinvolgimento nelle azioni che le vengono attribuite.«Portare gli sforzi a un nuovo livello»