Di Battista - che era a Cuba per un reportage per il Fatto Quotidiano e che ha accusato un malore per cause ancora in gran parte ignote - approfitta del suo grande seguito mediatico per denunciare le condizioni in cui versa l’isola caraibica, sempre più stretta dall’embargo americano e dalle mire - non è un mistero - di un regime change voluto fortemente da Donald Trump e dal segretario di Stato Usa, l’esule cubano Marco Rubio.“Da anni ho deciso di ‘sfruttare’ gli spazi mediatici che ho a disposizione per denunciare l’Olocausto palestinese, che va avanti anche se molti giornali si voltano dall’altra parte - ha scritto nel suo post -. Ne approfitto dunque per raccontarvi quello che mi dicono negli ospedali a Cuba, ovvero che molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negli ultimi tre anni avevano studiato e si erano formati qui".Oltre al diretto interessato, è anche Luca Di Giuseppe, il presidente di “Schierarsi” - l’associazione di Di Battista -, ad annunciare l’imminenza del rientro in Italia. orniamo in Italia. “Alessandro partirà da Cuba il 4 settembre con un’aeroambulanza i cui costi verranno coperti dalla compagnia assicurativa. Ci tengo a ringraziare personalmente l’ambasciatrice Simona De Martino, che non ci ha mai fatto sentire soli e sta facendo un lavoro straordinario con grandissima sensibilità. Grazie ai medici cubani. E grazie a tutti coloro che in queste ore sono vicini con la testa e con il cuore ad Alessandro e alla sua famiglia. Voglio anche ringraziare tutta la grande comunità di Schierarsi, che ha dimostrato di essere unita. Forza Alessandro!”, ha scritto.
L'annuncio di Di Battista: "Sto meglio, tornerò in Italia venerdì con un'aereambulanza coperta da assicurazione. Grazie ai medici di Cuba"
L'ex deputato pentastellato nel primo post sui social dopo il malore che l'ha colpito: "Molti dei medici e degli infermieri palestinesi uccisi in Palestina negl










