Giulio Valesini e Bernardo Iovene, inviati di Report (Ansa)

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Non sempre la notte porta consiglio. A volte recapita lettere cariche di rancore, come quella che Sigfrido Ranucci ha indirizzato a uno dei suoi due sostituti. «Caro Daniele», inizia la missiva. Anche se di caro non c’è nulla. C’è solo un elenco di presunte mancanze e di richieste, ovviamente accettate dal magnanimo ex conduttore, presentate da Daniele Piervincenzi.

La lettera di fuoco di Ranucci

«Mediocre non è la vostra professionalità, che non metto in discussione», scrive Ranucci, smentendosi però poco dopo, con una sfilza di accuse cariche: «È vero, come mi hai fatto notare, che hai realizzato a quattro mani un’inchiesta in Congo sul caso del diplomatico ucciso in Congo, Attanasio. L’ho accettata perché me l’hai chiesta tu, perché avevi bisogno di lavorare, e perché ho ancora la romantica abitudine di dare una mano a chi me la chiede».