L’assessore alle Politiche abitative Cristina Coletti replica all’intervento dei sindacati. Il nodo Erp resta al centro del dibattitoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTrentaquattro nuclei familiari vulnerabili, 42 famiglie con una persona disabile e 55 anziani. Sono i numeri che, secondo l’assessore alle Politiche abitative Cristina Coletti, dimostrano come il bisogno di alloggi Erp continui a essere ampiamente rappresentato nelle prime cento posizioni della graduatoria. È da qui che riparte il confronto, ormai da mesi acceso, tra Palazzo Municipale e organizzazioni sindacali. Una contrapposizione che si intreccia con quella, altrettanto delicata, tra il Comune e la Regione sulla modifica dell’atto unico regionale che disciplina l’accesso all’Edilizia residenziale pubblica. E proprio mentre Cgil, Cisl, Uil e i sindacati degli inquilini hanno ribadito la propria contrarietà ai criteri legati alla permanenza sul territorio, Coletti replica difendendo la linea dell’amministrazione. "Sul tema dell’accesso all’Erp è necessario evitare semplificazioni e contrapposizioni che rischiano di non cogliere la complessità delle situazioni con cui ogni giorno si confrontano le amministrazioni locali", sottolinea l’assessore, che è anche presidente del Tavolo di concertazione provinciale delle Politiche abitative. Coletti, come di consueto, mette subito un punto fermo. "La casa – dice – è un diritto fondamentale e proprio per questo le graduatorie devono essere costruite attraverso criteri capaci di fotografare nella maniera più completa possibile le situazioni di un nucleo. La residenzialità storica non è un privilegio, ma un criterio di buonsenso ed equità". Per i sindacati, il criterio rischia di penalizzare chi arriva sul territorio e si trova in una situazione di bisogno, favorendo invece chi vi risiede da più tempo. Il Comune, al contrario, considera la permanenza sul territorio un elemento che può essere valorizzato. "Il tema della residenza – insiste – non può essere liquidato come una semplice preferenza per chi vive da più tempo in un determinato Comune". Per l’assessore il radicamento "rappresenta anche un elemento del percorso di vita costruito nel territorio: chi vive da più tempo su un territorio, infatti, ha contribuito in maniera maggiore a costruirne anche il welfare. È un fatto evidente e innegabile". A sostegno della posizione del Comune arrivano, dunque, i numeri. Nelle prime cento posizioni della graduatoria Erp attualmente vigente figurano 34 nuclei familiari in condizioni di vulnerabilità, 42 famiglie in cui è presente una persona con disabilità e 55 anziani. "I dati – così Coletti – smentiscono che la residenzialità storica, uno dei principi su cui si fonda il nostro regolamento, possa far passare in secondo piano il bisogno reale". Ma sullo sfondo resta la partita con Bologna. Ferrara sostiene di aver chiesto alla Regione chiarimenti sulla modifica della disciplina, senza risposte. Una situazione che ha lasciato "i Comuni della nostra provincia in una fase di stallo". Se la Regione interverrà cancellando la possibilità di riconoscere criteri premiali legati alla residenza, Ferrara si adeguerà. "Ma a pagarne le conseguenze saranno i cittadini che vivono qui da più tempo".