L’amministrazione Trump vuole mettere risorse americane a favore dell’agenda Maga in Europa. Almeno 25 milioni di dollari, secondo Reuters, destinati a organizzazioni della società civile, think tank e media. Quattro milioni, in particolare, per iniziative rivolte al mondo dell’informazione: per analizzare immigrazione, sovranità, censura, legislazione europea e libertà religiosa.

Non sappiamo ancora chi saranno i beneficiari. Non sappiamo se ci saranno organizzazioni italiane. E non sappiamo nemmeno se quei soldi finiranno davvero per incidere sulle prossime elezioni europee. Ma non è necessario saperlo per vedere il problema.

Il problema è che il governo americano vuole mettere il proprio peso politico e finanziario dentro il dibattito politico di Paesi alleati. Può chiamarlo difesa della libertà, della democrazia o della civiltà occidentale. Può dire che i soldi non andranno ai partiti. Resta il fatto che Washington sta scegliendo quali cause sostenere e quali voci rafforzare.

A Berlino non hanno aspettato di conoscere i destinatari dei finanziamenti. Il cancelliere Friedrich Merz ha detto che non vuole che il governo americano, o istituzioni vicine al governo, interferiscano nelle elezioni tedesche. A Parigi il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot aveva già avvertito che Francia ed Europa non avrebbero tollerato interferenze nei propri processi elettorali.