Bloccati il 21 luglio da vento e fulmini, i Pooh non hanno rinunciato al concerto di Riccione, città dove hanno mosso i primi passi e che li ha visti festeggiare anche il quarantennale. Oggi alle 21, per Riccione Music City, le loro note torneranno in piazzale Roma per i loro brillanti sessant’anni di carriera, festeggiati con il tour ‘Pooh 60 - La nostra storia - Estate’.

Rieccovi sul palco dopo la tempesta! "Dopo una serata così, siamo davvero felici di tornare. Il palco può essere rimontato, le luci possono essere riaccese, ma quello che conta è ritrovare il pubblico. A Riccione porteremo la nostra storia, quindi le canzoni che hanno accompagnato generazioni di persone. Cercheremo anche di dare a ogni brano una vita nuova. Sarà una serata da cantare insieme. Dopo quello che è successo il 21 luglio, forse avrà più valore esserci ritrovati qui".

Cosa rappresenta per voi Riccione, che vi ha accolto fin dagli albori della carriera? "Riccione per noi è un album di fotografie. Ogni volta che torniamo, è come se qualcuno ne sfogliasse una pagina. Negli anni Settanta c’erano dancing e balere, per un gruppo giovane erano una straordinaria palestra. Si suonava tanto, si dormiva poco e si imparava a stare davanti alla gente. Poi sono arrivati gli anni Novanta, le manifestazioni televisive, altri modi di vivere la musica. Ma la cosa che non è mai cambiata è stata la risposta del pubblico riccionese. E poi c’è quel momento del 2006, quando abbiamo lasciato le impronte delle nostre mani per festeggiare i quarant’anni".