Pisa, 2 settembre 2026 – Un po’ di ansia, qualche ora di sonno persa e una domanda che resta sullo sfondo: e se a gennaio bisognerà ricominciare tutto da un’altra parte? Fuori dal Polo Piagge, all’avvio del semestre filtro di Medicina, le impressioni degli studenti dell’Università di Pisa sono diverse, ma hanno qualche punto in comune: era meglio l’accesso di prima, con un test “secco”; l’ingresso all’università, invece, non fa più paura di tanto; dover aspettare gennaio per conoscere l’eventuale destinazione è una preoccupazione in più. D’altronde, che la riforma voluta dalla ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini per rinnovare l’accesso a Medicina non sia stata accolta benissimo dagli studenti è cosa nota.

Studenti all'università

La protesta e le prime impressioni

A ricordarlo, fuori dal Polo Piagge, c’era anche lo striscione firmato da Cambiare Rotta, movimento giovanile di Potere al Popolo: “Semestre filtro = numero chiuso. Abolirlo subito! Servono medici, non bombe”. Ma tra chi si appresta a iniziare il percorso c’è anche chi prova a guardare alla novità senza pregiudizi. Alessandra Ciccarella e Lavinia Niccolini Baldi arrivano l’una da Grosseto e l’altra da Firenze, e sognano la prima Medicina e l’altra Farmacia. Sono un po’ spaventate, soprattutto per gli esami, e il confronto con il vecchio sistema viene spontaneo: “Era meglio il test diretto”. Adesso, invece, bisogna passare dal semestre filtro e gli esami sulle tre materie: “Biologia è la migliore, fisica spaventa”, dicono.