HomeEsteriTrump spara su Hormuz: “Stiamo colpendo i pasdaran”. La crisi scatena i prezzi dei carburantiIl tycoon: “Non useremo l’atomica”. L’Iran bersaglia obiettivi Usa nell’area. Nuovi rincari in Italia: la benzina self in autostrada supera i 2,10 euro al litroDonald TrumpRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 1 settembre 2026 – La tregua tra Stati Uniti e Iran torna a saltare e lo Stretto di Hormuz diventa ancora una volta il centro della crisi. Le forze americane hanno colpito ieri sera obiettivi del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica, l’IRGC, in Iran, dopo i recenti tentativi di attaccare navi commerciali. Come azione di rappresaglia, a stretto giro Teheran ha lanciato missili contro alcune basi statunitensi nell’area. Il CENTCOM (Comando centrale degli Stati Uniti) ha spiegato che i raid sono arrivati in risposta agli “attacchi da parte dell’IRGC contro il traffico commerciale nello Stretto e contro i militari statunitensi”. Washington sostiene dunque di avere agito per proteggere la navigazione e le proprie forze.

Dall’Iran arrivano notizie di diverse esplosioni nelle zone di Bandar Abbas, Sirik e Qeshm, con attacchi segnalati anche nei distretti di Chabahar e Konarak. Le informazioni restano frammentarie e non è ancora stata fatta una stima dei danni. Le ostilità erano riesplose domenica, quando gli Stati Uniti avevano colpito quelle che Washington aveva definito unità dell’IRGC incaricate di posare mine nello Stretto. Le Guardie rivoluzionarie avevano confermato i raid sull’isola di Larak, minacciando una “ritorsione”. La risposta era arrivata lunedì, con l’annuncio iraniano di attacchi contro due basi statunitensi in Giordania e una negli Emirati Arabi Uniti. Abu Dhabi aveva però smentito che la base di Al Menhad fosse stata presa di mira. Il CENTCOM aveva definito l’azione necessaria a neutralizzare una “minaccia imminente” e a proteggere il traffico marittimo.