Gli ultimi sondaggi – citati da The Independent – indicano che l’effetto novità è già svanito, a poche settimane dal suo insediamento, ma il neopremier britannico Andy Burnham ha provato lo stesso a infondere un senso di fiducia nel futuro durante il suo primo discorso alla Camera dei Comuni da leader del Paese. Un’impresa non facile, la sua, considerando che l'elettorato britannico si posiziona stabilmente tra i più scontenti, cinici e disillusi d'Europa, un fenomeno alimentato da anni di stagnazione economica, crisi dei servizi pubblici (come la sanità) e dagli effetti collaterali della Brexit. A complicare il quadro c’è un contesto geopolitico caratterizzato da una forte contrapposizione con la Russia, con Mosca che ogni giorno alza il tiro delle minacce, e da rapporti problematici con gli Stati Uniti, con l’amministrazione Trump che preme affinché Londra aumenti la spesa per la difesa e i contributi alla Nato.
Burnham si è presentato alla Camera dei Comuni come colui che realizzerà il “cambiamento sostanziale” di cui il Regno Unito ha bisogno. Ha promesso un approccio diverso alla politica, “basato sulla risoluzione dei problemi piuttosto che sulla ricerca del consenso”. “È ciò di cui il Paese ha bisogno. È ciò che il pubblico desidera di più e caratterizzerà il mio mandato”. Il 56enne ha attribuito alla Brexit la responsabilità di un decennio di crescita economica stagnante in Gran Bretagna. La questione dei legami con l'Ue sarà discussa giovedì durante un incontro tra Burnham e il presidente francese Emmanuel Macron, prima di una riunione sul "reset dell'Ue" prevista per novembre.






