HomeRiminiCronacaScacchi, sfide senza barriere. Venti campioni ciechi e ipovedenti inseguono un sogno a ViserbellaIl campionato italiano assoluto fino al 5 settembre all’Hotel Baia Resort. Due turni al giorno, scacchiere tattili e mosse annunciate a voce. Tra i favoriti il cesenate Casadei, ingegnere spaziale e nove volte vincitore.Il campionato italiano assoluto fino al 5 settembre all’Hotel Baia Resort. Due turni al giorno, scacchiere tattili e mosse annunciate a voce. Tra i favoriti il cesenate Casadei, ingegnere spaziale e nove volte vincitore.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciA Rimini le partite si leggono con le dita, si ascoltano nel silenzio e si annunciano a voce alta. Sulle scacchiere speciali dell’Hotel Baia Resort di Viserbella, dove ogni casella e ogni pezzo devono essere riconoscibili al tatto, si è aperto venerdì scorso il 53° Campionato italiano assoluto di scacchi per ciechi e ipovedenti. Venti giocatori arrivati da tutta Italia, dilettanti e campioni affermati, fino al 5 settembre si contenderanno il titolo in una disciplina dove la disabilità visiva non cancella la sfida, il calcolo, l’ambizione di vincere. La manifestazione, promossa dall’Ascid con il sostegno del Lions Club, del Comune e della Federazione scacchistica italiana, torna per la settima volta in città. Due turni al giorno, concentrati e combattuti, con le mosse pronunciate chiaramente da entrambi i contendenti. Un linguaggio fatto di coordinate, attese e intuizioni, nel quale ogni scelta pesa quanto su una scacchiera tradizionale. A garantire che tutto si svolga secondo le regole è l’arbitro nazionale Fsi Sauro Lucchi, riminese, da anni tra i principali designatori dei gironi del Campionato italiano a squadre. Il suo compito va ben oltre il controllo del tempo. Deve verificare la doppia scacchiera usata dai giocatori, vigilare sulla regola del pezzo toccato, assicurarsi che gli orologi speciali – con segnali acustici, cuffie o quadranti tattili – siano utilizzati correttamente. E, quando necessario, trascrivere le mosse sul formulario ufficiale al posto di chi non può annotarle in Braille o registrarle vocalmente. Tra i favoriti c’è il cesenate Marco Casadei, 33 anni, non vedente. Una storia che parla di ostinazione e talento: negli anni ha conquistato nove trofei negli scacchi e si è laureato in Ingegneria spaziale al Politecnico di Milano, primo cieco in Italia a raggiungere questo traguardo. Un esempio che dà il senso più profondo di queste giornate: davanti alla scacchiera non ci sono etichette, ma preparazione, memoria, coraggio e capacità di vedere lontano. L’Ascid, fondata nel 1972 da un gruppo di scacchisti non vedenti guidati dal presidente Bersan Vrioni, porta avanti da oltre mezzo secolo un principio semplice: gli scacchi devono essere accessibili a tutti. Ed è uno sport raro, nel quale persone cieche e ipovedenti possono confrontarsi con identici parametri degli atleti vedenti. Rimini è ormai una casa per questo movimento. A giugno ha ospitato la Coppa delle Sei Nazioni, vinta dall’Italia. Ora l’International Braille Chess Association ha affidato proprio all’Ascid l’organizzazione del prossimo Campionato europeo a squadre. Data e sede sono ancora da definire, ma la candidatura di Rimini sembra già scritta sulla scacchiera.
Scacchi, sfide senza barriere. Venti campioni ciechi e ipovedenti inseguono un sogno a Viserbella
Il campionato italiano assoluto fino al 5 settembre all’Hotel Baia Resort. Due turni al giorno, scacchiere tattili e mosse annunciate a voce. Tra i favoriti il cesenate Casadei, ingegnere spaziale e nove volte vincitore.






