Pesaro, martedì 1 settembre 2026 – "Agosto, moglie mia non ti conosco"? Non proprio. Le corna, a quanto pare, preferiscono giugno e luglio. Durante il mese delle vacanze molte coppie partono insieme e anche i sospetti sembrano concedersi una tregua. A non andare in ferie sono invece gli investigatori privati: mentre diminuiscono i pedinamenti dei coniugi, aumentano quelli dei dipendenti che provano ad allungare le vacanze con qualche giorno di malattia, un infortunio o i permessi della legge 104. Andrea ha 37 anni, lavora come investigatore privato dal 2013 ed è titolare di CTA, agenzia con sede a Pesaro, ma operativa in tutta Italia. In questi giorni sta seguendo proprio un lavoratore. "Ha presentato un certificato perché non riuscirebbe a sollevare pesi e quindi non potrebbe lavorare in magazzino – racconta –. In realtà lo abbiamo visto alzarli senza difficoltà. E, per giunta, mentre lavora per un’azienda concorrente".
Un’indagine su due riguarda l’infedeltà
La torta delle investigazioni è divisa così: il 50 per cento riguarda le infedeltà coniugali, il 40 i controlli aziendali e il restante 10 i minori. Le richieste arrivano generalmente da persone tra i 38 e i 60 anni, uomini e donne quasi in ugual misura, anche se negli ultimi mesi sono state soprattutto le mogli a volerci vedere chiaro.






