Ex parlamentari e militanti fondano il «Comitato per il congresso federale» per riprendersi lo storico simbolo dell'Alberto da Giussano e il vecchio partito originario. Una sfida diretta a Matteo Salvini tra l'ipotesi di azioni legali e la resa dei conti a Pontida
La spaccatura interna al Carroccio sale di livello e prende la forma di una vera e propria sfida a Matteo Salvini. Il 28 agosto a Forlì si è costituito ufficialmente il «Comitato per la convocazione del congresso federale», guidato dall’ex deputato Gianluca Pini. Come anticipato da Sky Tg24 e dal Corriere della Sera, la mossa non riguarda la «Lega per Salvini Premier», cioè la struttura nazionale fondata nel 2017, ma punta a scongelare il guscio originario della «Lega Nord per l’indipendenza della Padania», il partito guidato storicamente da Umberto Bossi e rimasto capiente del debito dei 49 milioni di euro con lo Stato.
L’operazione punta a riappropriarsi della proprietà esclusiva dello storico simbolo dell’Alberto da Giussano, costringere il commissario salviniano Igor Iezzi alla resa, anche a costo di ricorrere alla giustizia civile, e azzerare la svolta nazional-sovranista del Capitano per ripristinare la centralità del Nord. Un blitz che apre uno scenario inedito, sostenuto da centinaia di militanti e con lo sguardo rivolto al posizionamento dei grandi amministratori settentrionali e del ministro Giancarlo Giorgetti, a poche settimane dall’appuntamento di Pontida. Secca la risposta di Salvini, che con una nota attacca: «C’è una Lega che lavora e poi c’è chi passa il tempo tra polemiche e ricorsi, pensando più al proprio interesse che a quello del territorio».










