Il Tribunale dei minorenni dell'Aquila ha dato il via libera al percorso per il ricongiungimento della cosiddetta famiglia del bosco, ma secondo un iter a tappe monitorato dai servizi sociali che dovranno certificare il reinserimento dei minori.

Secondo quanto si apprende, i giudici avrebbero dato l'ok ma seguendo un percorso progressivo che potrebbe portare i figli della coppia anglo-australiana a lasciare poi definitivamente la casa famiglia dove sono ospitati dallo scorso fine novembre.

La richiesta di ricongiungimento era stata presentata il 25 giugno scorso con un sollecito depositato il 7 agosto.

I tre bimbi del bosco da 9 mesi si trovano nella casa famiglia di Vasto, una situazione che ha tenuto in ansia i due genitori che in questo lungo periodo hanno atteso di poter tornare a vivere insieme nella casa messa a disposizione dal Comune di Palmoli, nella periferia del paese. I bambini erano stati loro sottratti, consentendo all'inizio una convivenza con la mamma all'interno della casa famiglia, per una serie di irregolarità riscontrate nello stile di vita della famiglia che viveva in modo agreste e senza mandare i figli a scuola.

"Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare", afferma l’avvocato della famiglia del bosco, Simone Pillon, commentando la decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. "Con tutto il rispetto per il Tribunale, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion non può infatti esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che a suo avviso meritano di essere corretti nel superiore interesse dei minori: in primo luogo, a causa del ritardo nella decisione è stato di fatto negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati" - prosegue Pillon - "In secondo luogo non sono stati presi in considerazione dai giudicanti i ripetuti richiami degli esperti della Npi, della difesa, della stessa Ctu e in misura diversa anche delle altre parti in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia e al rischio per la salute dei minori causato dal permanere del collocamento extrafamiliare."