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L’incontro di questi giorni in Kirghizistan tra i leader di Cina, Iran e Russia ha un valore simbolico molto forte e un messaggio piuttosto chiaro. Vladimir Putin e Masoud Pezeshkian, i presidenti di Russia e Iran, vogliono mostrare di non essere isolati mentre affrontano le rispettive guerre. Xi Jinping, il presidente della Cina, vuole rendere chiaro che l’influenza internazionale del suo paese è in crescita continua, e che la Cina è diventata il punto di riferimento dei paesi che si oppongono agli Stati Uniti.
Gli incontri fra i tre leader si stanno tenendo tra lunedì e martedì durante una riunione della Shanghai Cooperation Organisation, un’organizzazione di cui fanno parte anche India (è presente il primo ministro Narendra Modi), Pakistan e vari paesi dell’Asia centrale. Tra le altre cose, gli ospiti hanno assistito ai Giochi mondiali dei nomadi, un evento dedicato agli sport tradizionali delle popolazioni nomadi.
L’attenzione, soprattutto dei media occidentali, è stata concentrata su Xi, Putin e Pezeshkian. La Cina, in questi anni, si è rivelata il più importante partner economico della Russia nella sua invasione su larga scala dell’Ucraina. Oltre ad assorbire le esportazioni russe, la Cina fornisce alla Russia vari prodotti e componenti, alcuni dei quali sono dual use, cioè sono pensati per uso civile ma possono essere usati anche dall’industria militare, come per esempio i microchip. L’Ucraina ha anche accusato la Cina di fornire direttamente armi alla Russia.












