La lizza non sarà vuota. È questa la novità che domenica 6 settembre accompagnerà "Terra d’Arezzo", l’inno della Giostra del Saracino, nell’edizione numero 150. Quando i cavalieri di casata avranno appena lasciato la terra battuta, piazza Grande non offrirà dunque il consueto spazio libero sul quale risuonano le note dell’inno. La lizza diventerà invece il palcoscenico di un nuovo schieramento, con tamburi, bandiere, figuranti e la lancia d’oro disposti per dare alla cerimonia un impatto scenografico diverso.

Un accorgimento pensato per un’edizione speciale, senza però modificare nella sostanza il palinsesto e la tradizione della Giostra. "Terra d’Arezzo" continuerà a essere eseguito nello stesso momento, al termine della disfida. A cambiare sarà la cornice: un diverso assetto degli uomini e delle insegne, studiato per valorizzare maggiormente la musica, le bandiere e la centralità della lancia d’oro. Il progetto, messo a punto dal coordinatore di regia Enrico Lazzeri, è stato approvatonei giorni scorsi dal Consiglio di Giostra.

Il meccanismo scatterà subito dopo l’uscita dei cavalieri di casata che fino a qualche anno fa riempivano la lizza di colore durante l’esecuzione del brano. Poi per ragioni di sicurezza (il nervosismo dei cavalli per il rullio dei tamburi e lo squillare delle chiarine e la contemporanea scarsa destrezza dei cavalieri-quartieristi) si è deciso di svuotare la "pista" della sfida al Buratto durante l’inno.