Il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, inizialmente ha parlato di «D-Day economico»: il riferimento, più che allo storico sbarco degli alleati in Normandia nel 6 giugno del '44, è stato all'inizio di una grossa iniziativa capace di dare una svolta al confronto fra Usa e Iran.

Tanto è che Bessent ha poi parlato di «asfissia economica» dell'Iran e precisato che si tratta semmai più di un segnale preventivo che dia inizio a un periodo di «diplomazia silenziosa» tra le parti tramite altri paesi.Non di meno si parla di sanzioni nei confronti di chiunque fornisca o faccia da facilitatore dell'economia iraniana con una lista iniziale di 60 entità, compresi singoli e specifiche aziende, che permettono a Teheran di procurarsi fra l'altro anche tecnologia nucleare e missilistica.

Le aziende citate nella lista hanno sede negli Emirati, a Hong Kong, in Cina, a Singapore, in India, Turchia, Svizzera, Francia, Grecia, Regno Unito e Isole Marshall.

Bessent ha parlato di cinque settori specifici al centro della stretta, che si aggiunge all'embargo già esistente: quello dell'aviazione, del trasposto navale, degli asset digitali (ovvero dell'uso di criptovalute per evitare le sanzioni), dell'oro (usato come copertura per limitare il collasso dell'economia) e in genere il settore tecnologico.I dettagli per ora si fermano qui, ma il segretario Usa al Tesoro ha anticipato che seguiranno altri annunci nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.