La benzina del sindaco è la risposta al caro carburanti? Se ne è parlato molto quest’estate, a partire dal caso di Valle Castellana, un paesino di 800 abitanti in provincia di Teramo, dove il Comune ha rilevato la proprietà dell’unica stazione di servizio esistente per scongiurarne la chiusura. Poiché l’amministrazione comunale si accolla i costi per la gestione dell’impianto, i residenti possono fare il pieno a un prezzo tra i 10 e i 20 centesimi inferiore a quello di mercato. Successivamente, sono emersi altri casi analoghi in varie Regioni (Marche, Molise, Lombardia e Piemonte). E qualcuno già propone di estendere il modello.

Come sempre, le cose sono più complesse e contraddittorie. Se tutti i Comuni (o lo Stato) comprassero le stazioni di servizio – o, se è per questo, i panifici o i negozi di scarpe – al fine di vendere il carburante a sconto, nell’immediato i consumatori ne avrebbero un sollievo. Non stupisce che gli automobilisti intervistati ne siano entusiasti. Il problema è che la differenza di prezzo non svanisce nel nulla: si trasferisce dalla pompa di benzina al bilancio comunale. Quindi, a pagare i costi non sono gli automobilisti, bensì i residenti, attraverso le loro imposte. Questo nell’immediato. Nel lungo termine, le cose diventano ancora più problematiche: il consumo di carburanti convenzionali, infatti, continua a scendere, per una varietà di cause. Intanto, la popolazione diminuisce, e con essa il numero di automobilisti; secondariamente, le persone tendono a trasferirsi dalle aree interne a quelle urbane, dove spostarsi è più facile e spesso non richiede l’uso dell’auto; infine, il naturale turnover dei veicoli circolanti vede entrare sul mercato macchine sempre più efficienti e, in alcuni casi, alimentate dall’energia elettrica. Anzi: vi sono proprio incentivi per abbandonare i derivati del petrolio, il cui inevitabile effetto è di accelerare la chiusura delle stazioni di servizio. È proprio per questo che l’impianto di Valle Castellana rischiava la chiusura! Ma questo significa che la quota di costi coperta dalle tasse è destinata ad aumentare.