Infine, il quotidiano riporta anche l'esempio del Vaticano, in particolare di sette distributori (tre all'interno dello Stato, tre nelle aree extraterritoriali della Capitale, tra le Mura Aurelie, San Giovanni in Laterano e San Calisto, e uno a Castel Gandolfo) dove la benzina costa meno (circa 1,60 euro al litro, il gasolio 1,70), ma se si è muniti di una specifica tessera. Il Messaggero spiega che si tratta di "un vantaggio legato alla diversa fiscalità applicata al piccolo Stato Vaticano, come accade anche a San Marino. Possono rifornirsi i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato, gli appartenenti alle congregazioni religiose, gli alti prelati e le altre categorie autorizzate. Chi non risiede o non presta servizio in Vaticano deve ottenere un permesso specifico, e vale anche per i religiosi. A ogni auto, poi, viene associata una tessera personale, da avvicinare al lettore prima che l'addetto sblocchi la pompa, per impedire ai 'furbetti' di rifornire vetture non registrate”.