Roma, 1 settembre 2026 – Come e perché è morta Maria Spinelli: questa è la domanda che si fa la famiglia della ragazza di 22 anni, nata ad Atri (Teramo) e residente a Città Sant’Angelo (Pescara), uccisa nel rave di Aarau, in Svizzera, dove si era trasferita dopo una breve permanenza in Nord Italia per soddisfare il proprio desiderio di libertà. Diplomata all’Istituto Alberghiero, lavorava come cameriera, ma le sue aspirazioni erano quelle di arrivare ad avere un proprio locale e affermarsi nella ristorazione. Sogni che sono stati spezzati in una notte di agosto sul prato di un ippodromo.

Quando era in Abruzzo viveva con la mamma Gulmira in un caseggiato lungo la strada provinciale del Paese (sull’ingresso dell’edificio c’è ancora la targhetta con il suo nome) dove era conosciuta e stimata da tutti. Proprio alla madre aveva mandato un whatsapp poco prima di recarsi alla festa: “Sto andando a un rave con degli amici. Sono bravissime persone. A dopo”, ma da quell’evento non è mai tornata. “Amava la musica techno e i tatuaggi”, dice un familiare. Sempre alla madre, con la quale era in contatto continuo, aveva mandato le foto e i video dell’appartamento dove stava per andare ad abitare, chiedendo consigli sul suo arredamento. “Ho conosciuto meglio Tekibo, abbiamo passato più tempo insieme, serate, cose. Qua – le aveva detto al telefono – posso dire che io sto viva, io sono rinata, è come se mò sono nata io, capito?”. Polizia svizzera in azione