Sanità accreditata, in Campania ci sono due fronti aperti: sette milioni pronti per la specialistica ma resta aperta la vertenza con le Case di cura che il 3 settembre in Prefettura sono attese a un tavolo con la Regione per le procedure di raffreddamento dello stato di crisi e il rientro dell'annuncio dello stop alle attività ordinarie del 16 settembre. La sanità accreditata in Campania vive ore decisive, sospesa tra un tentativo di intesa sulla specialistica ambulatoriale e lo stato di crisi ormai conclamato delle case di cura. Ieri alla Direzione Generale della Salute di Palazzo Santa Lucia, si è tenuto un vertice cruciale. Al tavolo i vertici regionali e i dirigenti di So.Re.Sa. Al centro, il futuro della specialistica ambulatoriale, le risorse da destinare al comparto e l’emergenza che arriva dai Campi Flegrei. Il piano da 7 milioni e il nodo del criterio.

Il quadro «Sul tavolo - spiega Alessandro Totaro vertice di Confesercenti - c’è un’indicazione di spesa importante: circa 7 milioni di euro per i prossimi 4 mesi, destinati a tutte le branche della specialistica ad esclusione di radioterapia e dialisi, che seguono un percorso a parte. Il punto su cui le associazioni hanno insistito non è solo quanto ma come. No a una distribuzione ragionieristica o a pioggia. Le risorse, è stata la richiesta portata avanti dalle associazioni di categoria, devono seguire il reale fabbisogno territoriale. Vanno cioè indirizzate dove le prestazioni mancano del tutto o registrano liste d'attesa insostenibili, Asl per Asl e per ogni branca. I punti chiave Due i paletti posti come prioritari. Il primo: la tutela del paziente oncologico con esenzione codice 048. Non solo il paziente radioterapico ma ogni paziente oncologico, a prescindere dalla branca. Per loro va riservata una quota protetta di budget per garantire una presa in carico completa e senza interruzioni. Il secondo: l’emergenza flegrea. Per Pozzuoli e l'area dei Campi Flegrei poi, alle prese con sciame sismico e sfollamenti, Confesercenti Salute ha proposto un pacchetto straordinario: abolizione del ticket per tutti i residenti durante la fase emergenziale, fondi aggiuntivi dedicati e presa in carico immediata delle prestazioni che stanno sforando le classi di priorità, dalla medicina nucleare alla cardiologia alla diagnostica. La Direzione Generale, dopo le verifiche interne, ha dato disponibilità a un nuovo tavolo operativo. Appuntamento fissato, salvo variazioni, per il 3 settembre, con le associazioni di categoria più rappresentative e il Capo di Gabinetto della Regione, Mimmo De Falco. Lì si dovranno definire criteri e operatività. Case di cura L’altro fronte è quello della Ospedalità privata. Le case di cura sono pronte a fermarsi. Lo stallo di inizio estate ha fatto posto a una serie di incontri per definire budget, aggiornamento delle tariffe, valorizzazione delle attività di pronto soccorso, tetti di spesa e contratti da oltre un anno al palo. Dopo ripetuti incontri tecnici tra AIOP e Regione sulla proposta di programmazione 2026, non c'è ancora una risposta. Il vertice in Prefettura tra Regione e associazioni di categoria è convocato per tentare il raffreddamento della vertenza. La posizione delle case di cura è intransigente. L’Assemblea generale di Aiop Campania, riunitasi il 6 agosto, ha confermato lo stato di crisi. Senza provvedimenti entro il 15 settembre dal 16 di questo mese saranno sospesi i ricoveri programmati di riabilitazione, lungodegenza e tutti gli interventi medici e chirurgici differibili. Saranno garantite solo le urgenze, con successivo trasferimento nei pronto soccorso pubblici. Un blocco che avrebbe un effetto a catena. Le cliniche stanno già valutando sospensione di attività e ricorso agli ammortizzatori sociali, compresa la cassa integrazione. Migliaia di lavoratori sono a rischio e per migliaia di cittadini da ricollocare in un sistema ospedaliero pubblico già sotto pressione sarebbe un grave disagio. Le ragioni del malessere sono tre, denunciano le strutture: nessuna programmazione certa per il 2026, ritardi nei pagamenti delle prestazioni già erogate, insostenibilità economica. Anche Confindustria Sanità Napoli per voce del presidente Gianni Severino invoca un cambio di passo ma per da parte del presidente della Regione Roberto Fico non è arrivato il segnale politico atteso. In stallo infine la vertenza sul fronte della Radioterapia e dialisi che ha ottenuto un provvedimento tampone, a fine luglio, che non scioglie i nodi strutturali che si sono avvitati in questo ultimo anno di programmazione.