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Alessandro Di Battista è vigile, bazzica i social e riposta le sue battaglie storiche, ma le sue condizioni di salute resterebbero critiche. Così, mentre l’ex grillino è ricoverato all’ospedale di L’Avana, in Italia sono ore di attesa per una diagnosi e una prognosi precise. In giornata, nella capitale cubana arriva la madre dei suoi figli, Sahra Lahouasnia, e due medici dell’ospedale Gemelli - un neurochirurgo e un rianimatore - per valutare le condizioni cliniche dell’attivista. Che non rimane fermo e, nella notte (fuso italiano), riposta su Instagram una storia su Gaza facendo sentire, se possibile in maniera ancor più forte, la sua voce sul «genocidio» che «continua» e accusa l’Ue di non aver «messo una sanzione per i peggiori assassini di bambini della storia». Sullo sfondo scorrono immagini terribili: un uomo che regge il corpo di un bambino con la testa fasciata e sanguinante. Di Battista è ricoverato da sabato in una stanza al diciannovesimo piano dell’ospedale «Hermanos Ameijeiras», dove è stato trasportato dopo un primo ricovero in gravi condizioni a Santa Clara, in seguito a forti dolori alla testa. Da allora, sulle sue condizioni circolano molte voci, ma poche informazioni certe. Secondo quanto filtra da Cuba, per ora Di Battista resterebbe lì: non si sarebbe conclusa ancora la valutazione medica sulla sua trasportabilità. Una scelta delicata che potrebbe farsi attendere e o arrivare da un momento all’altro. Accanto a lui, a L’Avana c'è anche Luca DI Giuseppe, il presidente di 'Schierarsì, la sua associazione. Che in una nota, «ringrazia tutti coloro che, in questi giorni molto complessi, hanno fatto sentire il loro amore al nostro Alessandro Di Battista e invita a non dare rilevanza né a divulgare qualsiasi forma di notizia non confermata dalla sua famiglia. Ci teniamo a far sapere a tutti che Alessandro è vigile, ma non ci sono ancora notizie certe circa la diagnosi medica». Anche la comunità del M5s è in grande apprensione, con Giuseppe Conte in contatto costante sia con la Farnesina, sia con la famiglia dell’ex deputato e il suo entourage: ci sarebbe anche lui dietro l’invio degli specialisti del Gemelli a Cuba. E il Movimento è tra le realtà ad essersi offerte per supportare un rientro in Italia.










