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Antonella Baccaro, Giulio De Santis

Gli esecutori dell’attentato restano in carcere. La redazione alla Rai: pronti allo sciopero

Il movente dell’attentato organizzato da Valter Lavitola contro Sigfrido Ranucci passa per le «mire» del faccendiere sulla gestione del programma di Raitre? A questa domanda cercano risposta i magistrati che, dopo aver incassato la conferma del carcere per gli esecutori dell’agguato del 16 ottobre scorso, vogliono capire se Lavitola fosse riuscito a influenzare i contenuti di alcuni servizi andati in onda o comunque in preparazione.

In una delle informative dei carabinieri sono infatti annotati alcuni commenti dello stesso Lavitola ai servizi di Report rintracciati sui suoi telefonini e dunque bisognerà stabilire se fossero appunto il frutto di sue interferenze o, quantomeno, del tentativo di influenzarne i contenuti. Lavitola ha fornito finora diverse versioni sul movente dell’attentato. Prima ha detto che voleva aumentare la popolarità dell’amico Ranucci per convincerlo a entrare in politica, poi ha sostenuto che avrebbe voluto produrre il programma. Tra le foto pubblicate nelle ultime ore c’è quella del quotidiano Domani di Giulia Presutti, scelta come co-conduttrice di Report. I magistrati vogliono verificare se Lavitola abbia intrecciato rapporti con i giornalisti del programma guidato da Ranucci. Legami che Lavitola, in un primo tempo, potrebbe aver sviluppato sfruttando la sua amicizia con il giornalista. Ma a un certo punto — questo dovrà essere accertato — potrebbe aver operato in modo autonomo. E dunque l’interrogativo: Lavitola ha cercato di indirizzare i servizi della trasmissione per trarne un beneficio diretto, anche bypassando l’amico conduttore?