Roma, 31 ago. (askanews) – Oggi nel corso di un seminario ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’INFN (LNGS), la collaborazione XENON ha annunciato la prima osservazione dello scattering elastico di neutrini solari a bassa energia su elettroni nel rivelatore XENONnT. Il risultato, sottomesso alla rivista Physical Review X e già disponibile sul sito di XENON, porta la soglia delle osservazioni dirette dei neutrini solari fino a circa 17 keV, aprendo una nuova finestra sullo studio dei neutrini prodotti nel Sole.

Ogni secondo, decine di miliardi di neutrini prodotti dalle reazioni di fusione nucleare nel Sole attraversano la Terra e il nostro corpo, quasi senza interagire con la materia, caratteristica che li rende estremamente difficili da rivelare. Nello scattering elastico, un neutrino interagisce con un elettrone e gli trasferisce una piccola parte della propria energia, producendo un segnale estremamente debole. XENONnT ha raggiunto una sensibilità sufficiente per distinguere questo segnale dal fondo e osservare i neutrini solari in una regione di energia finora inaccessibile con questa tecnica. Il segnale osservato è dominato dai “neutrini pp”, ovvero prodotti nelle reazioni di fusione protone-protone che alimentano il Sole e costituiscono la grande maggioranza del flusso di neutrini solari.