Sigfrido Ranucci.
Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, accusati di essere tra gli esecutori dell’attentato a Ranucci, restano in carcere: il gip ha respinto la richiesta dei domiciliari.
Restano in carcere Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, ritenuti dalla Procura di Roma tra i presunti esecutori materiali dell'attentato contro Sigfrido Ranucci. Il gip ha respinto la richiesta presentata dai loro difensori, gli avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, che puntavano a ottenere per i due una misura meno afflittiva, come gli arresti domiciliari.
La decisione arriva dopo gli interrogatori del 28 agosto, quando D'Avino e Passariello sono stati ascoltati dai pm. Secondo quanto riferito dalla difesa, i due avrebbero ammesso di aver ricevuto indicazioni per collocare l'ordigno sotto l'abitazione del giornalista, negando però di aver ricevuto istruzioni per eventuali azioni con armi da fuoco. Avrebbero inoltre escluso di conoscere direttamente Ranucci e Valter Lavitola, indicato dagli inquirenti come il presunto mandante, sostenendo di aver avuto rapporti soltanto con Gomes Clesio Tavares. La Procura si era espressa contro la richiesta di scarcerazione e il giudice ha ora confermato la permanenza in carcere dei due indagati. L'inchiesta sull'attentato, avvenuto il 16 ottobre 2025 davanti all'abitazione di Ranucci a Campo Ascolano, nel territorio di Pomezia, prosegue quindi su più fronti. Il 7 settembre sarà invece il turno di Lavitola, che comparirà davanti al Tribunale del Riesame e potrebbe tornare a essere ascoltato nel tentativo di ottenere la scarcerazione.










