Gli ultimi giorni di calciomercato sono letteralmente frenetici, colpi a raffica per quasi tutte le squadre. In molti si chiedono perché se le società abbiano oltre due mesi per effettuare acquisti si riducano all’ultimo per effettuare colpi di mercato.

Ufficialmente il calciomercato estivo è aperto per due mesi: dal primo luglio al primo settembre. Ci sono squadre che alcuni colpi riescono a piazzarli ancor prima dell'apertura, ma chi segue il calcio e quindi di conseguenza il calciomercato nota come ogni anno si veda lo stesso identico fenomeno che prevede una valanga di colpi negli ultimissimi giorni. Con una marea di trattative, che diventano anzi sono frenetiche, che si chiudono in modi più diversi, magari anche nel cuore della notte. Ma perché le società aspettano così tanto pur sapendo di aver bisogno di un determinato calciatore?

Una serie di fattori determinano le strategie sul mercato Non è ovviamente casuale che decine di operazioni di calciomercato si concentrino negli ultimi quattro o cinque giorni. Tutto è frutto di una strategia precisa. Si mescolano dinamiche economiche, strategiche e psicologiche. Il fattore economico è ovviamente al primo posto. Ogni allenatore sa di cosa ha bisogno in fase di mercato, ma all'inizio della campagna acquisti i calciatori costano molto di più. Dunque chi può aspetta e lo fa quasi fino alla fine. Perché chi vuole vendere o ha bisogno di farlo può decidere facilmente di abbassare le richieste per il calciatore da cedere. Gli acquisti negli ultimi giorni determinano un effetto domino La cessione di un determinato calciatore – in queste ultime ore, solo pensando alla Serie A ci sono state decine di trattative anche con calciatori di livello come Moise Kean – produce un effetto domino, perché chi perde un giocatore deve rimpiazzarlo e quindi rapidamente si passa a una serie di colpi per una sfilza di squadra, che vanno a smuovere e tanto le acque del mercato.