L’amministrazione Trump sta valutando la possibilità di cedere una parte del celebre parco nazionale di Yosemite a una società immobiliare privata. Secondo un’inchiesta del sito d’informazione Notus, il governo statunitense lavora segretamente da oltre un anno alla cessione di una striscia di parco lunga circa un chilometro alla Kingsbarn Realty Capital, società del Nevada il cui amministratore delegato è un donatore del partito repubblicano. Obiettivo dell’azienda sarebbe la costruzione di una strada all’interno della riserva naturale e ovviamente all’emergere della notizia le associazioni ecologiste e i difensori del patrimonio pubblico hanno sferrato un attacco durissimo contro la decisione della Casa Bianca. Organizzazioni come il Sierra Club e la National Parks Conservation Association (Npca) hanno denunciato un accordo con parole pesanti, definendolo «segreto», «illegale», «contro il popolo americano», accusando tra l’altro il governo federale di voler smantellare un’eredità di tutela naturale lunga oltre 150 anni per favorire interessi speculativi privati a scapito della collettività.

Gli ambientalisti avvertono che permettere la costruzione di una strada all’interno del parco per servire una lottizzazione privata creerà un precedente giuridico devastante per l’intero sistema dei parchi nazionali americani. Le perplessità ecologiche riguardano la diretta frammentazione degli habitat della fauna selvatica, il taglio di vegetazione protetta, l’aumento del rischio di incendi e l’ulteriore aggravamento del sovraccarico turistico. Anche il sindacato dei dipendenti dello Yosemite si è detto «sconcertato», definendo la permuta una palese antitesi alla missione di conservazione.