NEW YORK - Ma davvero Donald Trump vuole vendersi un pezzo del parco Yosemite, per darlo ad un costruttore? La notizia è vera, anche se va chiarita. Quello che preoccupa però è soprattutto il precedente, capace di aprire la porta ad altre operazioni pericolose per il futuro di tutte le riserve naturali degli Stati Uniti.
La compagnia Kingsbarn Realty Capital ha comprato nel 2024 per 4 milioni di dollari un appezzamento di terreno al confine occidentale di Yosemite, dove intende sviluppare due aree residenziali di circa 40 acri ciascuna, costruendo case di lusso e negozi. Poi però vorrebbe anche asfaltare una strada, per consentire agli abitanti del futuro comprensorio di entrare nel parco californiano percorrendo solo 11 miglia, invece delle 28 attuali. E qui nasce il problema. La strada dovrebbe attraversare un terreno che fa parte di Yosemite, e perciò non può essere venduto. Quindi Kingsbarn propone di fare uno scambio, ossia ricevere la terra di cui avrebbe bisogno per la strada, in cambio di un appezzamento di dimensioni e valore simili che acquisterebbe ai confini col parco. Così in sostanza Yosemite perderebbe un pezzo, ma ne guadagnerebbe un altro.
Questo progetto era stato già considerato dal precedente proprietario, ma era stato abbandonato dopo la bocciatura in tribunale. Kingsbarn lo sta rilanciando con l’aiuto di Lanny Davis, ex consigliere del presidente democratico Clinton. La sua teoria è che autorizzare lo scambio aiuterebbe la protezione dell’ambiente, perché guidare per 11 miglia inquina meno di 28. Jeff Pori, amministratore della compagna, ha fatto donazioni di finanziamenti elettorali per 4.000 dollari alla campagna presidenziale di Trump nel 2024.











