Il governo sta valutando che forma dare al nuovo bonus benzina, una delle misure di sostegno alle fasce più deboli annunciata gli scorsi giorni. Potrebbe trattarsi di un fringe benefit, destinato a lavoratori dipendenti e autonomi, ma si studia anche un contributo per i pensionati attraverso la Carta Dedicata a te. Ecco cosa sappiamo.

Il 5 settembre scadrà il taglio della accise. Con ogni probabilità sarà l'ultima proroga varata dal governo Meloni, che sta lavorando alle misure per i redditi bassi annunciate gli scorsi giorni. Tra queste anche un nuovo bonus benzina, un contributo per far fronte al caro carburanti che dovrebbe andare a beneficio soprattutto di "chi si sposta per lavoro e dei ceti meno abbienti", ha spiegato qualche giorno fa il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

I destinatari del voucher dovrebbero essere i lavoratori dipendenti e gli autonomi ma ora il governo sta pensando di estenderlo, tramite la Carta Dedicata a Te, anche ai pensionati, i quali altrimenti rimarrebbero a bocca asciutta. Attorno al bonus però, restano parecchi punti di domanda. Come funzionerà? Ci sarà una soglia Isee? Arriverà direttamente in busta paga? Ecco cosa sappiamo. Come potrebbe funzionare il bonus benzina: verso un fringe benefit La linea sembra propendere verso un contributo esentasse, totalmente detraibile, a carico del datore di lavoro. Il modello dovrebbe somigliare al buono da 200 euro per i lavoratori dipendenti che il governo Draghi approvò nel 2022, come sussidio contro il caro energia provocato dall'invasione russa dell'Ucraina. Stavolta però, sarà esteso anche alle partite Iva.