Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDa un lato in Italia sono in aumento le minacce cyber, dall’altro si rafforza la resilienza digitale da parte delle imprese e della Pubblica Amministrazione. È quanto racconta il report «Cybersecurity, Frodi e Data Privacy», realizzato da Deloitte in qualità di Knowledge Partner della prima edizione di WeSec - Il Salone della sicurezza, promosso da ABI, che si terrà a Milano il 22 e il 23 settembre 2026.
Secondo gli ultimi dati presentati dall’Agenzia per Cybersicurezza Nazionale (ACN), il 2025 è stato caratterizzato da una crescita significativa del volume di attività ostili (2.729 eventi trattati), con una media mensile in aumento del 38%, da 165 a 227. A fronte di questo aumento, gli incidenti con impatti confermati sono cresciuti solo del +7%, attestandosi a 615 casi.
L’Italia tra i Paesi più colpiti al mondo
Il Rapporto Clusit 2026 colloca l’Italia tra i Paesi più colpiti al mondo con 507 incidenti registrati nel 2025 contro i 357 del 2024 (+42%), quasi un decimo del totale globale (9,6% per corrispettivi 5.265 casi). Rispetto a questo scenario, in termini di costi per le imprese e gli enti pubblici, l’Osservatorio del Politecnico di Milano ha quindi stimato per il 2025 una spesa in cybersecurity di 2,78 miliardi di euro (+12%), superiore alla crescita complessiva della spesa digitale nazionale (1,5%) con gli incrementi più significativi, anche per effetto della disponibilità di fondi europei del PNRR, registrati nella Pubblica Amministrazione (+28%), nel Finance (+22%) e nella Logistica e Trasporti (+18%). In aggiunta, emerge che oltre un terzo delle grandi imprese (34%) ha subito attacchi lo scorso anno, e il 3% abbia registrato impatti diretti sulla propria operatività. Inoltre, il 57% delle stesse ha avviato una revisione strutturale dei piani di incident response e il 70% delle grandi aziende prevede ulteriori incrementi di budget nel 2026 sul fronte della sicurezza informatica.








